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40° anniversario dell'apertura della Casa-Museo Remo Brindisi


40° anniversario dell'apertura della Casa-Museo Remo Brindisi
Fonte: Comacchio.it - 17/07/2013

In occasione del 40° anniversario della propria apertura (1973) la Casa Museo Remo Brindisi al Lido di Spina, ospiterà un evento artistico di notevole rilievo per l'estate 2013. Dal 15 al 20 luglio 2013, in uno spazio appositamente predisposto nel giardino della Casa Museo Remo Brindisi,


l’artista e architetto italo-svedese Duilio Forte realizzerà una delle sue particolari installazioni lignee. L’opera farà parte della serie Sleipnir, composta da 26 installazioni realizzate dal 2008 al 2013.
Duilio Forte porta avanti una ricerca artistica che unisce scultura, architettura e artigianato, creando sculture monumentali fruibili, “abitabili” o, se si preferisce, mobili e case in forma di scultura. Un forte legame con la natura, uno spirito romantico e anticlassico caratterizza la sua opera. Il suo modo di progettare è organico, come una una crescita spontanea delle strutture.
Il rapporto con la natura è magico e riecheggia un antico spirito animista legato alla mitologia nordica, da cui discende il richiamo a Sleipnir, il cavallo di Odino. Le sue architetture-sculture si trovano il loro ambiente più consono tra gli alberi o tra i riflessi di specchi d'acqua e lagune.
Per caratteristiche legate alla particolarità della Casa Museo Remo Brindisi, la struttura potrà essere “abitata”, utilizzandola come chiosco-bar per esterni.
Progettata a Milano da AtelierFORTE poi costruita e assemblata al Lido di Spina con un workshop partecipativo, la scultura progettata da Duilio Forte, si verrà a connotare come un prototipo di struttura di pregio, leggera, smontabile, eco-sostenibile a cui ci si potrebbe ispirare, in diverse declinazioni, per l''edilizia in riva al mare, sui canali o in valle.
L'arte di Duilio Forte, legata all’uso dei materiali e delle forme della tradizione, si può ritenere a pieno titolo in sintonia con le caratteristiche peculiari del territorio lagunare e con la stagionalità delle attività turistiche.
Grazie a questo progetto l'amministrazione comunale di Comacchio intende consegnare un esempio virtuoso di edilizia al territorio, rivolgendo, per interesse tecnico, la promozione e la comunicazione di questa iniziativa a costruttori, ad architetti, a operatori turistici e, per rilevanza artistica, ai numerosi turisti presenti sul litorale.
Workshop
Saranno coinvolti nel progetto di realizzazione alcuni studenti provenienti dal Politecnico di Milano, dalla Nuova Accademia di Belle Arti (NABA) di Milano e dalla Facoltà di Architettura dell'Università di Ferrara.
Documentazione
Il momento di realizzazione dell’opera, organizzato come un workshop aperto a 5 partecipanti, sarà documentato attraverso foto e audiovideo. Responsabili della documentazione saranno Samuele Romano, regista professionista che coordinerà e supervisionerà le figure coinvolte nel video making, Andrea Samaritani, fotografo professionista che da vent'anni documenta il territorio di Comacchio, le sue valli e ha pubblicato svariati servizi foto-giornalistici sulle principali riviste italiane e Maurizio Cinti che curerà, come regista, la documentazione video dell'evento.
Partner
Associazione Milano Makers
www.milanomakers.com
Date
Workshop: dal 15 al 20 luglio 2013
Inaugurazione: 20 luglio 2013 - ore 21 - Incontro con l'Artista. A seguire Dj Set e buffet.
Ingresso libero.
www.comune.comacchio.fe.it
www.turismocomacchio.it
www.centri-contemporaneo-er.it
www.atelierforte.com
www.meridianaimmagini.it
Due Mostre in occasione del 40° anniversario dell'apertura della Casa-Museo Remo Brindisi
Dal 20 Agosto a Ottobre 2013 - Lido di Spina - Casa-Museo Remo Brindisi - Via Pisano





La Casa Museo Remo Brindisi da progetto di arte e vita a luogo pubblico Villa Brindisi, sita al Lido di Spina, è stata concepita quale spazio espositivo per le opere che l’artista Remo Brindisi, appassionato collezionista, ha accumulato fin dagli esordi della sua carriera attraverso l’assidua frequentazione degli artisti e delle gallerie di Milano, Venezia, Parigi, New York. Oggi la collezione offre un repertorio molto significativo dei movimenti e delle correnti italiane e internazionali del Novecento, con particolare riguardo per il vivo ambiente artistico che ha animato la Milano degli anni '50-'70.
Brindisi ha inteso aprire il proprio museo al pubblico attraverso una fruizione libera e gratuita, secondo una scelta civile nella direzione di una “democratizzazione” dell’arte. Gli autori dell’ampia collezione sono stati da sempre percepiti quali fonte d’ispirazione e ideali “compagni di viaggio”, assemblati in un allestimento senza gerarchie (i “grandi” accanto agli emergenti) e in un costante e franco confronto tra poetiche e movimenti.
La villa che ospita la collezione è stata progettata dall'architetto-designer - e amica - Nanda Vigo. Lo spazio interno è plasmato per percepire, con quanta più spontaneità e naturalezza possibili, l’armonia composta da una collezione permanente in continua evoluzione, il design delle varie zone funzionali e degli arredi e un’architettura fatta soprattutto di luce. Una luce che, nella poetica di Nanda Vigo, da fisica si fa mentale, di spazio iperuranico. Gli ambienti destinati al pubblico e quelli un tempo destinati alla vita vacanziera e creativa insieme di Brindisi e dei suoi ospiti, si compenetrano in un unica concezione di vita a contatto con l'arte.
Coerentemente con quanto compiuto nel creare il suo museo, Brindisi ha deciso di tramutare la villa del Lido di Spina e tutto il suo contenuto in proprietà pubblica attraverso un lascito testamentario a favore del Comune di Comacchio consistente nella bellissima opera di architettura e design, in circa duemila tra dipinti, sculture, opere di grafica, in un’ampia biblioteca specializzata e in un archivio documentario.



Remo Brindisi
Remo Brindisi si presenta sulla scena artistica d’Italia nell’immediato dopoguerra. Alcune mostre allestite a Venezia e a Milano nelle gallerie di Carlo Cardazzo lo fanno conoscere al grande pubblico.
Nato nel 1918, con alle spalle una prolungata fase di studio a Roma e a Urbino, Brindisi ottiene immediata notorietà nel fervido ambiente culturale milanese, distinguendosi per le sue posizioni militanti all’interno della polemica tra realisti ed astrattisti. Schierato con il gruppo “Linea” e poi con il movimento di “Realismo”, il suo linguaggio figurativo è subito connotato da personali cadenze espressioniste.
L’impegno civile dell’artista si condensa nella memorabile doppia serie pittorica sulle tematiche resistenziali e della storia del fascismo. Un grande valore simbolico, in quegli anni di profondi contrasti ideologici, assume anche il suo ciclo della Via Crucis, proiettato nella disumanizzante realtà metropolitana. Rimembranze degli ambienti pastorali e contadini dell’infanzia abruzzese e rivisitazioni di paesaggi veneziani caratterizzano l’ultima frontiera di ricerca di Brindisi tra attualità e memoria
Tra gli anni ‘60 e ‘70 svolge intensissima attività espositiva in Italia e nelle principali capitali estere. Nel 1972 viene nominato presidente della Triennale di Milano. Per un lungo periodo Remo Brindisi è docente e direttore dell’Accademia di Belle Arti di Macerata.
Muore nella sua Casa Museo, al Lido di Spina, il 25 luglio 1996.

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